Inauguro questa nuova rubrica dedicata alle cose che odio nei giochi, nei film, nelle serie TV e in generale nelle opere che amo. Attenzione però: lamentarmi di alcuni aspetti non significa che l’opera in questione mi faccia schifo. Anzi, spesso succede il contrario. Più amo qualcosa, più mi saltano all’occhio quei piccoli difetti che ogni tanto riescono a farmi perdere la pazienza.
Oggi tocca a Dark Souls, la leggendaria saga di From Software che adoro alla follia. Per farvi capire quanto ci sia affezionato, il mio portafoglio è stato affettuosamente aggredito quando ho costretto un’amica a portarmi addirittura tre artbook durante un suo viaggio in Giappone. Insomma, parliamo di una serie che occupa un posto speciale nel mio cuore. Proprio per questo oggi voglio parlare di alcune cose che, nonostante tutto, continuano a starmi tremendamente sulle palle.
Le stregonerie
Le stregonerie in Dark Souls, almeno nel primo capitolo, sono una mezza pezza tra le chiappe anche se fanno veramente male . A differenza di molti altri giochi di ruolo, non esiste una vera barra del mana da gestire. Ogni magia ha un numero limitato di utilizzi e, una volta esauriti, non puoi fare altro che tornare all’ultimo falò per recuperarli.

Il platforming
“Dark Souls” e “platforming” sono due parole che, secondo me, dovrebbero stare il più lontano possibile l’una dall’altra.
Il nostro personaggio può tecnicamente saltare, ma il sistema è così macchinoso e impreciso che spesso sembra non poterlo fare affatto. Nella maggior parte dei casi, per raggiungere piattaforme distanti, ci si affida a una rotolata fatta con la speranza che gli dei di Lordran siano di buon umore.

Le cose diventano ancora peggiori quando la piattaforma da raggiungere si trova sotto di noi. In quei momenti non conta più l’abilità del giocatore, né la conoscenza delle meccaniche. Devi semplicemente affidarti alla fortuna, pregare e sperare che il personaggio atterri dove dovrebbe invece di precipitare nel vuoto perdendo anime…sto ascoltando le bestemmie dei giocatori.

I cani infami della Città Infame
I cani della Città Infame sono dei veri e propri brufoli anali con le zampe.

Presi singolarmente non sono nemmeno così pericolosi. Il problema nasce quando ti avvicini troppo. A quel punto iniziano a lanciarsi contro di te a una velocità assurda, interrompendo continuamente le tue azioni e lasciandoti pochissimo spazio per reagire.
Uscire dal Mondo Dipinto di Ariamis
Il Mondo Dipinto di Ariamis è una delle mie aree preferite di tutto Dark Souls. L’atmosfera è fantastica, il design della mappa è spettacolare e l’intera zona trasmette una sensazione di mistero che adoro.

C’è però un piccolo problema: una volta entrati, non si può uscire semplicemente tornando indietro.
Se ci finisci dentro senza essere abbastanza forte o senza essere preparato, sei praticamente intrappolato. Improvvisamente Dark Souls smette di essere un action RPG e si trasforma in un survival horror. Ogni nemico diventa una minaccia mortale e l’unica strategia possibile consiste nel correre come un disperato cercando di evitare qualsiasi forma di combattimento.
I boss dei DLC
Non sono mai riuscito a sconfiggere il primo boss dei DLC.
Ogni volta che ci provo finisce sempre allo stesso modo: entro nell’arena pieno di fiducia, convinto che dopo aver completato il gioco base nulla possa più fermarmi. Poi il boss mi ricorda gentilmente che From Software aveva ancora parecchie lezioni da impartirmi.

Dark Souls rimane uno dei miei giochi preferiti di sempre. Se mi fa arrabbiare così tanto per certe cose è proprio perché ci tengo. Dopotutto, come ogni grande amore, anche quello per Dark Souls è fatto di momenti meravigliosi e di occasionali bestemmie davanti allo schermo.
E voi? Qual è la cosa che odiate di più di Dark Souls?


